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martedì 13 giugno 2017

Sharing economy, buona o cattiva? Appuntamento a Dobbiaco per raccontare “laicamente” le nuove frontiere dell'economia della condivisione

Se ne parlerà a settembre ai Colloqui di Dobbiaco. 
Aperte le iscrizioni per l'edizione 2017 della manifestazione.

Davide Pellegrini, presidente dell'associazione italiana Sharing Economy: "Il racconto proposto all'opinione pubblica è ancora fortemente caratterizzato da un'estetica negativa ma così si sminuiscono le opportunità di occupazione e crescita soprattutto per i giovani"

Isabella Mader, presidente dell'Excellence Institute di Vienna: "Le potenzialità indubbiamente ci sono, ma non bisogna sottovalutare la diffusione di nuove forme di sfruttamento sui lavoratori"

In che modo la sharing economy e le tecnologie digitali stanno contribuendo allo sviluppo sostenibile e, più in generale, a una società capace di futuro? Se ne parlerà alla prossima edizione dei Colloqui di Dobbiaco, laboratorio d'idee per una svolta ecologica che tornerà dal 29 settembre all'1 ottobre nella cittadina altoatesina. 

"È un tema in continua evoluzione – sottolinea Davide Pellegrini, presidente dell'associazione italiana Sharing Economy e tra i relatori annunciati della manifestazione – e che in generale viene ancora affrontato prevalentemente da due punti di vista. Da un lato, come un processo economico che tocca aspetti politici: da qui il tentativo di normare e regolamentare le piattaforme di sharing, per farle rientrare nel mondo già conosciuto dell'e-commerce tradizionale. Dall'altro, come una straordinaria opportunità per l'economia sociale e collaborativa". 

Una sorta di adeguamento della "vecchia" economia sociale reso possibile dai nuovi strumenti di condivisione e partecipazione, sempre più diffusi grazie a internet e alla tecnologia digitale. Dall'analisi dei media e delle discussioni nel mondo dei social network, però, in Italia il racconto che l'opinione pubblica ha della sharing economy è ancora fortemente "caratterizzato in generale da un'estetica negativa, in cui è forte il catastrofismo di chi – prosegue Pellegrini - vede le realtà economiche che operano in questo ambito come delle macchine di sfruttamento e di controllo". 

Per questo, con l'orientamento di pragmatismo utopico che contraddistingue la manifestazione sin dalla prima edizione del 1985, ai Colloqui di Dobbiaco prima ancora di ascoltare e discutere le analisi teoriche saranno presentate soluzioni concrete per ragionare di sharing economy da una prospettiva "laica", partendo dagli esempi più innovativi di "economia 4.0" - repair café, food sharing, car sharing, couchsurfing

"È ormai indispensabile e urgente cambiare approccio: si continua ancora a sminuire – conclude Davide Pellegrini, atteso nel centro in Südtirol sabato 30 settembre – l'importanza che queste nuove forme di economia hanno per molte persone, soprattutto giovani. La sharing economy sta dando nuove opportunità, e a ciò andrebbe dato il giusto valore". 

Le potenzialità indubbiamente ci sono, ma non bisogna sottovalutare il pericolo della diffusione di nuove forme di sfruttamento sui lavoratori. Minacce concrete che, secondo Isabella Mader, presidente dell'Excellence Institute di Vienna e ospite dei Colloqui di Dobbiaco domenica 1 ottobre, "richiedono come risposta un nuovo contratto sociale. Il rischio è che le conquiste dello stato sociale come l'assicurazione sanitaria e la previdenza sociale finiscano sempre più a carico degli auto-impiegati, che non solo guadagnano meno che in passato ma devono anche mantenere i propri mezzi di produzione. Accade così ad esempio per gli autisti di Uber, che devono pagare, mantenere e assicurare l'auto con cui lavorano".

Per informazioni e iscrizioni: 
http://www.grandhotel-toblach.com/it/colloqui-dobbiaco/home/




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